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Ginori Conti - La Storia


Dalla Scuola d'Arti e Mestieri all' Istituto Tecnico per Attività sociali "Principe Piero Ginori Conti"
tratto dalla omonima pubblicazione a cura dell'ITS Ginori Conti

"La Scuola di Magistero Professionale per la donna "Principe Ginori Conti" è oggi una fìorentissima istituzione che, coi suoi molteplici laboratori tiene alta l'antica tradizione dell'artigianato femminile italiano"

Comincia così una lunga, dettagliata e appassionata ricostruzione storica che Elisabetta Randi, per molti anni direttrice della scuola, compilò nel 1947. 

"Essa ebbe umili origini: sorse a cura di un comitato di privati cittadini con a capo il marchese Carlo Ginori nei primi del 1891 sotto il nome di "Scuola femminile d'arti e mestieri" ed ebbe per scopo l'insegnamento gratuito di professioni manuali alla donna del popolo. II Comitato, memore che Firenze fu in altri tempi maestra d'arti e mestieri, adottò il motto "Labor nobilitat", quello stesso che i suoi maggiori tennero in tanto pregio e lo stampò nell' emblema dell' istituto: la Bandiera Nazionale. Sia per la sua organizazione, sia per i mezzi dai quali essa traeva la vita, questa scuola poteva essere annoverata fra gli istituti di beneficenza aventi per fine l'educazione delle fanciulle meno abbienti ed il loro avviamento all' esercizio di una professione atta a renderle capaci di provvedersi col lavoro un'esistenza onorata",

 "La sera del 26 marzo 1891, un gruppo di egregi signori si riuniva in una sala del Palazzo Ginori, allo scopo di studiare i mezzi per l'impianto della scuola. Fu costituito un Comitato incaricato di raccogliere i fondi necessari per l'attuazione del progetto ed in seno al Comitato stesso venne nominata una Commissione di Finanza, la quale si pose immediatamente al lavoro. Una prima offerta di Lire 1000, generosamente elargita dalla Principessa Demidoff, aprì l'animo dei benemeriti iniziatori alle più liete speranze, Nel maggio e nell'aprile 1893, nelle splendide sale del Palazzo Ginori, gentilmente poste a disposizione del Comitato, vennero dati due concerti vocali e strumentali col concorso di esimi artisti, sempre pronti a prestare il loro valido aiuto in opera di beneficenza, e se ne ebbe un ricavato di oltre 4000 lire. Con queste somme ed altre piccole offerte raccolte da privati, si poté, intanto, provvedere alle prime spese d'amministrazione ed all'affitto della Sede in un quartiere del Palazzo Rossi, in Via de) Rustici, locale ben disposto ed arieggiato, ed anche vasto per i primi bisogni dell'Istituto nascente", 

Nel giugno del 1897 il Marchese Carlo Ginori, dovendo assentarsi per un lungo periodo da Firenze, rassegnava le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio Direttivo ed il 15 giugno 1898 il Comitato eleggeva a voti unanimi il principe Piero Ginori Conti, che si applicò con impegno a questa carica che tenne fino alla morte: la scuola crebbe d'importanza, aumentarono le iscrizioni, presto ci fu bisogno di nuovi locali, risultando ormai insufficienti le poche stanze di Palazzo Rossi. Si stabilì anche che avrebbero fatto parte del Comitato, come soci ordinari, tutti coloro che contribuivano al mantenimento della Scuola, mentre ne sarebbero stati soci benemeriti ed onorari coloro che "con cospicue elargizioni o con mezzi morali avranno giovato al suo incremento".  

Tra gli obiettivi perseguiti dal Principe fin dal suo insediamento ci fu la anche la "regificazione" dell'istituto, che avvenne con R. Decreto 22 gennaio 1905. Il Decreto definisce la struttura della R. Scuola Professionale Femminile di Firenze, la prima del genere in Italia, ponendola alle dirette dipendenze del Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio.

II Regolamento successivo, approvato con Decreto Ministeriale 24 settembre 1908, precisava, all'alt. 1, che il fine della scuola era "impartire alle giovanotte, che abbiano già compiuto il corso delle scuole elementari, gl'insegnamenti teorici e pratici, che sono indispensabili alla donna, sia per il buon governo della casa, sia per l'esercizio di arti e professioni che meglio le si addicono."

La scuola viene articolata in due sezioni: A - commerciale, della durata di tré anni B - sezione arti e industrie femminili, della durata di quattro anni. Le materie comuni ad entrambi i corsi sono: italiano, storia e geografìa, francese e inglese, elementi di matematica, calligrafia. Altre, più caratterizzanti la sezione commerciale: elementi di diritto commerciale, merceologia, geografia e corrispondenza commerciale. Per la sezione "arti e industrie femminili": economia domestica, disegno, esercizi di laboratorio, in entrambi i corsi sono nettamente prevalenti, nell'orario complessivo, le materie pratiche rispetto a quelle di tipo culturale.

A partire dal 1912 avvennero importanti cambiamenti nell'organizzazione delle scuole di questo tipo: la legge n. 854, firmata da re Vittorio Emanuele III il 14 luglio a San Rossore, si proponeva di "provvedere al riordinamento della istruzione professionale, alla sistemazione economica, tecnica e didattica delle Scuole esistenti ed all'istituzione di quelle per le quali il Governo, d'accordo con le amministrazioni locali, ha già riconosciuto la necessità della fondazione" (art. 1).

Per rafforzare l'istruzione professionale si mettono in ordinamento scuole di 1° grado, scuole di 2° e 3° grado e scuole popolari operaie per arti e mestieri; inoltre sono previsti corsi celeri per emigranti, corsi temporanei di conferenze e di esperimenti tecnologici, laboratori-scuole ambulanti e corsi complementari di applicazione e di magistero. 

Un successivo Decreto Luogotenenziale del 10 maggio 1917, n. 896, "portante provvedimenti a favore dell'istruzione professionale" stabilisce, ali'art. 1, che "il Ministero dell'industria, del commercio e del lavoro ha l'obbligo di contribuire alla istituzione e al mantenimento di regie scuole industriali di primo e di secondo grado nei comuni di oltre 10.000 abitanti". 

L'anno successivo, con Decreto Luogotenenziale 4 aprile 1918, il Ministero del Commercio e del Lavoro, in conformità del parere favorevole espresso dalla Commissione Reale, promosse al 2° grado la Scuola Professionale femminile di Firenze, autorizzandola ad assumere il nome di Regia Scuola Industriale Femminile. Oltre ai corsi esistenti (corso di studi commerciali e sezione per le industrie femminili) si decretò l'istituzione di un corso di "Magistero per il governo e l'economia domestica, l'assistenza sanitaria e i lavori donneschi". Per le spese di mantenimento annuo viene definito il concorso del Ministero dell'industria, del Ministero dell'istruzione, del Comune di Firenze, della Provincia di Firenze e della Camera di Commercio. Si ribadì anche l'obbligo per il Comune di Firenze, ai sensi dell'art. 3 del R.D. 22 gennaio 1905, di fornire gratuitamente i locali in cui doveva aver sede la scuola. Poco dopo fu approvata la nuova pianta organica e furono definiti gli stipendi da assegnare al personale. 

Con R. Decreto del 21 maggio 1924 la scuola, che aveva ormai raggiunto una spiccata caratterizzazione artistico-culturale, che improntava di sé ogni attività, passò dal Ministero dell'Economia Nazionale alla competenza della Pubblica Istruzione - Direzione generale delle Antichità e Belle Arti. Infatti è in atto una tendenza internazionale ad unificare tutti i tipi di scuola sotto il Ministero della Pubblica Istruzione, sottraendoli alle diverse competenze, ma per la Scuola professionale femminile di Firenze prevalse l'impronta artistico-industriale, per la quale, del resto, aveva meritata fama. 

"La Scuola stessa -scrive in proposito Elisabetta Randi -che sorgeva nella città che era stata fino dai tempi più antichi maestra di arte, aveva subito col tempo un'evoluzione lenta e costante nel raffinato senso artistico che pervadeva ogni suo lavoro, sì da raggiungere con alcune materie (quali il disegno, il ricamo, il merletto ecc.) uno spiccato grado estetico che forse nessun'altra scuola d'Italia aveva potuto raggiungere".

L'accentuazione del carattere artistico del curriculum della scuola ebbe peraltro effetti non del tutto positivi. Così, ad esempio, anche dopo che la legge di riordino dell'istruzione tecnica (15 giugno 1931, n.889) portò le Scuole di Magistero Professionali nel piano degli Istituti Tecnici di 2° grado, la scuola continuò ad essere inquadrata nelle Scuole Artistiche, dipendenti dalla Direzione delle Belle Arti, ma in tal modo rimase al di fuori di tutto il fervore di rinnovamento che animò l'istruzione tecnica e professionale in quegli anni. Con altro decreto del 16 ottobre 1934, n. 2130 essa ebbe una successiva trasformazione, con la denominazione di Regia Scuola Artistico Industriale femminile', tuttavia per alcuni anni (dal 1934 al 1940) le venne meno il riconoscimento come sede per gli esami di Stato, per cui dovette accettare la Commissione della Scuola di Magistero di Forlì, e rilasciare i diplomi di abilitazione con la denominazione della stessa scuola romagnola. "Vennero gli anni dolorosi della guerra - scrive ancora la direttrice - e la Scuola dovette ridurre i propri laboratori e cedere temporaneamente i propri locali ai profughi dell'Italia meridionale. Quando la furia tedesca fece crollare in una notte fatale tutti gli storici e antichi ponti fiorentini sull'Arno, la Scuola fu danneggiata gravemente: le belle sale furono coperte di macerie e di calcinacci, tutte le vetrate furono infrante ed in un primo momento parve che essa dovesse soccombere nella strage comune.

Ma il suo ricco patrimonio artistico, i suoi pregevoli lavori ad ago, frutto di anni ed anni d'indefesso lavoro, le sue finissimo tele ricamate furono salve dalle rapine perpetrate nel periodo di emergenza e rimangono tuttora a dimostrare la gloriosa tradizione della bella Scuola fiorentina " Nel frattempo era morto il Principe Piero Ginori Conti (1939), e gli era succeduto nella carica di presidente della scuola il figlio Giovanni, ingegnere come il padre, che si impegnò a riportare l'istituto fiorentino sotto la Direzione Tecnica.

Dopo lunghe trattative romane egli riuscì nel suo intento: con decreto 1° agosto 1941, n.1592 la R. Scuola Artistico Industriale di Firenze fu trasformata in Regia Scuola di Magistero Professionale per la donna, a cui fu attribuita la denominazione "Principe Piero Ginori Conti", in riconoscimento dell'opera munifica compiuta dal suo fondatore.

Ad essa furono annessi un Corso di Avviamento e una Scuola Professionale, in moda da dotarla di una organizzazione didattica completa

A breve distanza di anni, nel 1953, un Decreto del Presidente della Repubblica, "visto che occorre regolarizzare formalmente il funzionamento dell'istituto professionale già in atto, con relativo organico, dal 1950, per esigenze di servizio", istituì a Firenze "una scuola avente finalità ed ordinamento speciali che assume la denominazione di istituto professionale femminile" (art.l). L'Istituto sarà intitolato a "Lucrezia Tornabuoni", ed avrà vita autonoma, come pure la Scuola d'Avviamento, inglobata nella Scuola Media unificata dopo la riforma del 1962.

Invece il Corso di Magistero, a partire dal 1948, ebbe, in via sperimentale, l'autorizzazione ad aprire un corso quinquennale a carattere tecnico, che si differenziava dalla Scuola Professionale per orari, programmi, finalità. A livello nazionale, con legge 8 giugno 1956, n.782, dopo quasi un decennio di "esperimento", si istituiva l'Istituto Tecnico Femminile, con un solo Indirizzo Generale: fu in conseguenza di ciò che nacque, con DPR 18 gennaio 1960, n. 1987, YIstituto Tecnico Femminile "Principe Piero Ginori Conti" di Firenze, sempre ospitato nella stessa sede di via Rinuccini. In seguito furono affiancati due trienni di specializzazione: per Dirigenti di Comunità e per Economo-dietista (1967). 

Nel frattempo, mentre la legge 11 dicembre 1969, n. 910 valorizzava tutte le maturità, anche quelle tecniche e professionali, in quanto rendeva liberi gli accessi alle facoltà universitarie, questa scuola (femminile!) appariva, anno dopo anno, sempre più lontana dall'evoluzione dei costumi, dalla nuova cultura professionale e dalle richieste del mercato del lavoro. Inoltre, a partire dagli anni '70, tutta la scuola italiana fu investita dal fenomeno delle "sperimentazioni", che introdussero ovunque nuovi profili e nuovi curricoli, in alcuni casi proprio con lo scopo di rivitalizzare indirizzi ormai esauriti: nel nostro caso, la riforma della Scuola Media del 1979, richiedendo la laurea per l'insegnamento dell'Educazione Tecnica, aveva tolto valore al diploma di "abilitazione professionale alle attività tecniche femminili", conseguito al fine del Corso generale, e decretato, di fatto, la fine di questo indirizzo.

E' così che tra il 1981 e il 1982 (la scuola "Ginori Conti" nel frattempo si è trasferita in piazza Savonarola) prendono l'avvio due nuovi indirizzi, sembrando ormai anacronistici i vecchi corsi di studio, rivolti a figure professionali desuete, e per di più "femminili". Furono autorizzati a funzionare:

- a decorrere dall'anno scolastico 1981/82 , un corso quinquennale di tipo commerciale, con diploma per Periti aziendali e corrispondenti lingue estere attualmente corso "Erica";

- a decorrere dall'anno scolastico 1982/83 un corso sperimentale ad Indirizzo Biologico-sanitario, rivolto alla formazione di figure di diplomati con una buona preparazione generale ed una preparazione professionale specifica nel settore sanitario ed in quello scientifico e biologico. 

- dal 1999 è attivo anche il corso per Dirigenti di Comunità.

La scuola, durante tutta la sua storia ha cambiato  7 volte di sede
1983: Palazzo Rossi in via de Rustici
1900: Borgo Pinti n° 24
1905: Via della Scala n° 32 (ex collegio militare)
1918: Palazzo Corsi in via Tornabuoni n° 20
1921: Palazzo Rinuccini in via S. Spirito n° 31
1974: Piazza Savonarola n°1 e via Valori n°6
1996: Via del Ghirlandaio n° 52